Bollettino creativo n.186

Qual è la differenza tra qualcosa che ci piace e qualcosa che invece non ci piace? Quale tra qualcosa che “funziona” e qualcosa che invece non riesce?

Me lo sono chiesto per la prima volta a diciannove anni, quando il mio docente di Design mi restituì la primissima consegna dicendomi: «Così non va». Quella sera sono rimasto per ore a fissare il cielo sopra l’università, cercando di comprendere cosa significasse. Ancora più difficile spiegarlo: a volte è colpa di un equilibrio mancato degli elementi, altre volte è solo una questione di colori, altre ancora è proprio l’idea a non esserci.

Non è una cosa che si può pensare, è molto più simile a quando si mangia e si muove la testa in preda alla goduria, o quando si sta bene con un’altra persona. Mi piace, non mi piace. E bisogna fare tentativi per arrivarci, guardare e riguardare, assaggiare e riassaggiare, avere voglia di amare quello che stiamo cercando, avere un desiderio caldo di trovare a un certo punto qualcosa per cui ci fermiamo e diciamo: «Ah, cazzo, come mi piace questo!»

🐈 Cosa ho imparato questa settimana

Sono stato duro con il mio team creativo. Mi hanno mandato proposte che non mi piacevano e le ho rimandate indietro. Non hanno seguito le direzioni che ho dato loro e mi sono sentito impotente, senza pesci da pigliare. Non ho gridato ma… quanto avrei voluto 😅 E mentre pensavo: «Ma perché non riescono a essere più creativi?» ho visto il problema.

🌈 Takeaway creativo: essere un esempio di quello che vogliamo
Ma io sono poi così creativo? Sì, ho fatto intùiti, Fabula, BAD ecc. Ma adesso, nel quotidiano? Che esempio sto dando ai junior che lavorano con me? Nel tentativo di delegare ho smesso di dare davvero il mio contributo, sono diventato un cliente rompicoglioni ed esigente, uno che si siede al ristorante e non vede l’ora di dire: «Non è abbastanza. Imparate a cucinare meglio». E come può qualcuno essere ispirato da me? Al massimo può essere ispirato a incarognirsi 😂
Avrei dovuto mostrare loro l’amore per quello che si fa, il desiderio di andare oltre, di sporcarsi le mani e sentirsi vivi. Invece mi sono ostinato a chiedergli di fare lavori di cui non volevo più occuparmi. Non ho trasmesso quella gioia di scoprirsi e di tirarsi fuori, di trovare il proprio tratto, di riconoscersi, così forte che non ti fa mai venire voglia di fermarti.
Per fortuna la creatività è anche perdersi e ritrovarsi.
E ho già qualche idea ✨

Con ❤️,
Matteo


*** Bollettino creativo di Sefirot ***

In questo bollettino racconto come gestiamo una casa editrice.
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