Bollettino creativo n.314

La settimana scorsa ho avuto una giornata di sconforto.
Non riuscivo a uscire da un circolo vizioso di pensieri: ed è più faticoso di prima, e quelle strategie non funzionano più bene, e la trovata che abbiamo avuto lunedì e che sembrava geniale giovedì si è già rivelata un disastro, e sono stanco, e ho l’ansia, e c’è un sacco di roba da fare, e via così 😅
La resistenza. La sensazione mi ha ricordato quella della “resistenza”, quando qualcuno ci vuole far notare qualcosa e noi quella cosa non vogliamo vederla, e allora iniziamo a lottare per avere ragione, a difendere a colpi di parole la nostra visione. In quel momento, se stiamo attenti, possiamo renderci conto che avere ragione non ci serve a niente, e che quello è solo un modo per non vedere.
Quando decidiamo di tirare giù la cordina del sipario, di solito va tutto meglio, la recita finisce, e ci sentiamo meno stanchi.
Resistenza alla realtà. A un certo punto mi sono accorto che anche all’interno del mio scoramento dell’altro giorno c’era una cordicella. Anche io stavo cercando di lottare disperatamente per avere ragione, non con un’altra persona, ma con me stesso. Mi stavo convincendo che l’unica strada possibile era quella di essere ansioso, agitato e di dover combattere una realtà che mi stava dando contro.
🌈 Takeaway creativo: spostare l’attenzione
Non possiamo cambiare quel che c’è fuori, possiamo solo cambiare la nostra visione. Allora quello che ci succede può essere una lezione, o un’indicazione per imboccare una nuova strada. Non ha tanto senso combattere con quel che accade, quanto vedere che così è, quindi comportarci in accordo con gli eventi.
Anni fa, quando Fabula sembrava essere un progetto destinato a morire perché la più grande casa editrice italiana ci ha detto di no, è stato l’inizio della mia grande avventura con Sefirot. Il fatto che nessuno volesse i nostri prodotti, mi ha spinto ad aprire un’azienda.
Quello sopra, in foto, è il mio pane con lievito madre. Io non lotto con i batteri, non cerco di cambiarli, di farli andare troppo veloce se sono di fretta (verrebbe uno schifo). Mi accordo con il loro lavoro, con la temperatura esterna, con l’umidità dell’impasto; a volte esco di casa più tardi.
Poi, al momento giusto, inforno.
Con ❤️,
Matteo
*** Bollettino creativo di Sefirot ***
In questo bollettino racconto come gestiamo una casa editrice.
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