Bollettino creativo n.339

Bollettino creativo n.339

L’altro giorno siamo andati al museo di arte moderna Gulbenkian (bellissimo) e questo tra tutti i quadri ha catturato maggiormente la mia attenzione.

Il sottosuolo. C’è una potenza gorgogliante e quasi palpabile in certe opere, soprattutto quando le vedi appese in isolamento dentro una sala larga e bianca. Lo senti che non sono nate da un pensiero o da un concetto, ma da qualcosa di profondo che l’autore o l’autrice non ha potuto trattenere.

Ho avvertito qualcosa di simile ieri, leggendo un libro di Ogilvy sulla pubblicità: si sente che non è buttato lì così, ma che aveva l’esigenza di condividere trentacinque anni di esperienza. Si sente il peso di quei trentacinque anni.

Ogilvy e il quadro mi sembrano boccate d’aria in questo periodo velocissimo, nel quale i contenuti vengono creati in un clic e ogni cosa rischia di sembrare superficiale.

🌈 Takeaway creativo: la profondità è inevitabile

Credo che possiamo farci agitare e rimbecillire dai social, possiamo inseguire un progetto perché ha senso farlo e non perché lo sentiamo davvero nostro, possiamo anche diventare disattenti, ma a un certo punto l’inconscio ci parla e il sottosuolo rimbomba. 
Io sono fiducioso che, a un certo punto, quel qualcosa che per noi è importante venga a galla, proprio come succede con i sogni. Può essere un’opera, un progetto, o l’intuizione di un cambio vita, chi lo sa.
Ecco, per me quel quadro rappresenta proprio la speranza della nostra profondità 🌹

Con affetto,
Matteo


*** Bollettino creativo di Sefirot ***

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